Il Paese ha ottenuto 63,4 punti su 100, 5,2 punti in meno rispetto al 2024, eguagliando la media europea di 27, ma riesce a salire di cinque posizioni e a raggiungere il decimo posto nella classifica creata dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE) per valutare l'evoluzione delle politiche di parità di genere.
Svezia (73,7 punti), Francia (73,4) e Danimarca (71,8) occupano i primi tre posti.
Al di sopra del Portogallo si trova il Lussemburgo, con 63,9 punti, e al di sotto, all'11° posto, la Germania, con 63,2 punti su 100 possibili.
Secondo l'EIGE, il Portogallo fa parte del gruppo di Paesi in fase di convergenza verso l'alto - insieme a Danimarca, Germania, Italia, Lussemburgo, Malta, Finlandia e Svezia - che "stanno migliorando i loro punteggi nel tempo, riducendo contemporaneamente le loro differenze rispetto alla media dell'UE".
L'Indice di uguaglianza di genere traccia i progressi dei Paesi in sei aree: lavoro, denaro, conoscenza, tempo, potere e salute, fornendo valutazioni su una scala da 0 a 100, oltre a monitorare la violenza contro le donne e le disuguaglianze intersettoriali.
La salute
La posizione in classifica del Portogallo è in parte spiegata dal suo risultato nell'area della salute, dove ha ottenuto 80,6 punti su un possibile punteggio di 100, seguito dal denaro, con 79,9 punti.
Tuttavia, l'EIGE indica il Portogallo come uno dei Paesi, insieme a Malta, con una delle "maggiori disparità di genere in termini di anni di vita in buona salute, espressi come percentuale dell'aspettativa di vita, a favore degli uomini", con una differenza di 13 punti percentuali tra i generi.
Nell'area del potere, dove ottiene il peggior piazzamento con 36,8 punti, il Portogallo si segnala come uno dei nove Stati membri che hanno implementato quote di genere, tramite decreto legislativo, per i consigli di amministrazione delle società quotate.
"Francia, Italia e, più recentemente, Spagna, hanno un tasso di partecipazione del 40%. In Belgio, Paesi Bassi e Portogallo è del 33%", si sottolinea.
D'altra parte, per quanto riguarda la partecipazione politica, l'EIGE afferma che il Portogallo, come altri Paesi come Cipro o la Bulgaria, ha subito "alcune battute d'arresto" con un calo di cinque punti nella presenza e nella percentuale di donne in Parlamento, rispetto al 2020.
Al contrario, il Portogallo ha contribuito all'aumento di due punti percentuali della percentuale di donne nelle assemblee regionali e locali dell'UE negli ultimi anni, grazie a un aumento di quattro punti percentuali della percentuale nazionale, insieme a Italia e Belgio. Anche la Danimarca (11 punti percentuali), i Paesi Bassi e Cipro (sei punti percentuali), il Lussemburgo e la Grecia (cinque punti percentuali) hanno contribuito a questo aumento.







