L'indennità massima di disoccupazione dovrebbe aumentare di circa 36 euro, raggiungendo i 1.342 euro a gennaio, grazie all'aggiornamento dell'indice di sostegno sociale (IAS), che salirà a circa 537 euro nel 2026.

Ora, secondo la Previdenza Sociale, l'indennità minima di disoccupazione equivale a 1,15 volte l'IAS, con un minimo di 600,88 euro nel 2025 e un aumento a 617,52 euro l'anno prossimo.

D'altra parte, l'indennità massima di disoccupazione corrisponde a 2,5 volte l'IAS, il che significa che a gennaio dovrebbe aumentare a 1.342,5 euro, 36 euro in più rispetto ad oggi.

Aumenti di altre prestazioni

Oltre all'indennità di disoccupazione, nel 2026 aumenteranno anche diverse prestazioni di previdenza sociale a seguito dell'aggiornamento dell'Indice di sostegno sociale (IAS), che dovrebbe salire a 537 euro, secondo i calcoli dell'agenzia di stampa Lusa.

Va notato che l'IAS serve come riferimento per la Sicurezza Sociale per calcolare diverse prestazioni sociali, in particolare l'indennità di malattia, l'indennità di disoccupazione o il reddito di inserimento sociale, così come l'assegno familiare, l'accesso alle borse di studio o il supplemento di solidarietà per gli anziani, tra gli altri.

La formula per l'aggiornamento dello IAS tiene conto del tasso di crescita medio annuo del Prodotto Interno Lordo (PIL) negli ultimi due anni, fino al 3° trimestre, nonché dell'inflazione media degli ultimi 12 mesi, escluso l'alloggio, riferita al mese di novembre.

Quindi, sulla base dei dati diffusi dall'Istituto Nazionale di Statistica (INE), e considerando che l'aggiornamento è arrotondato al primo decimale, l'IAS aumenterà del 2,8% nel 2026 a 537,13 euro, secondo i calcoli di Lusa.

Ciò rappresenta un aumento di 14,63 euro rispetto agli attuali 522,50 euro in vigore.

Che cos'è lo IAS?

Secondo la legge, l'IAS (Indice di Sostegno Sociale) "costituisce il parametro di riferimento determinante per la definizione, il calcolo e l'aggiornamento delle spese e delle entrate di sostegno e di altra natura dell'amministrazione centrale dello Stato, delle Regioni autonome e degli enti locali, qualunque sia la loro natura, previste da atti legislativi o regolamentari".

Secondo le norme, il valore dello IAS viene "aggiornato annualmente con effetto dal 1° gennaio di ogni anno, tenendo conto dei seguenti indicatori di riferimento":

La crescita reale del prodotto interno lordo (PIL), corrispondente al tasso di crescita medio annuo degli ultimi due anni, che si conclude nel 3° trimestre dell'anno precedente a quello cui si riferisce l'aggiornamento, o nel trimestre immediatamente precedente, se il primo non è disponibile al 10 dicembre;

la variazione media degli ultimi 12 mesi dell'indice dei prezzi al consumo (CPI), escluse le abitazioni, disponibile nel mese di dicembre dell'anno precedente a quello cui si riferisce l'aggiornamento, o il 30 novembre, se quest'ultimo non è disponibile alla data di firma del decreto di aggiornamento.

Inoltre: "Ai fini della presente legge, la variazione annuale del PIL è quella che si verifica tra il 4° trimestre di un anno e il 3° trimestre dell'anno successivo".