La proposta di legge comprende la politica criminale da adottare tra il 2025 e il 2027.
In un capitolo della normativa dedicato alla prevenzione degli incendi boschivi, l'esecutivo stabilisce che "la Direzione generale del reinserimento e dei servizi penitenziari (DGRSP), in coordinamento con gli istituti penitenziari, elabora ed esegue programmi di reinserimento sociale e di lavoro penitenziario, in conformità con la legge, che comprendono attività di pubblica utilità", tra cui "la pulizia, la manutenzione e la valorizzazione di terreni, boschi e aree forestali".
La "ricostruzione, la riabilitazione e il recupero degli spazi naturali, delle infrastrutture e delle attrezzature colpite dagli incendi" e la "realizzazione di azioni di prevenzione dei rischi collettivi e di protezione civile" sono le altre attività elencate.
Sebbene il reato di incendio boschivo fosse già considerato una priorità per la prevenzione e l'investigazione dalla Legge di politica criminale per il 2023-2025, lo statuto non definiva misure specifiche per prevenire il fenomeno.
Nella bozza di legge per il 2025-2027, consultata da Lusa, il Governo stabilisce inoltre che l'Istituto per la conservazione della natura e delle foreste (ICNF) promuoverà, in coordinamento con altri enti, "azioni di prevenzione nelle aree forestali", attraverso la "mappatura delle aree forestali per interventi prioritari", l'uso di droni per il monitoraggio e l'individuazione dei focolai e la "creazione di linee di segnalazione e di allerta per il rischio di incendi boschivi".
L'attuazione di "programmi, azioni ed esercitazioni di sensibilizzazione" è l'altra misura menzionata.
Il disegno di legge è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 febbraio e successivamente inviato all'Assemblea della Repubblica per la discussione e l'approvazione.








