L'iniziativa legislativa è stata presentata al Parlamento il 6 marzo, lo stesso giorno in cui è stata approvata per via elettronica dal Consiglio dei Ministri, e comprende una "richiesta di priorità e urgenza" affinché l'Assemblea della Repubblica prenda in considerazione l'emendamento, destinato a rispondere all'aumento dei prezzi del carburante dovuto alla guerra in Medio Oriente.

Margine per continuare

Il Governo vuole avere "un margine sufficiente per continuare" ad applicare lo sconto sull'ISP attraverso il ritorno del gettito IVA aggiuntivo e, per questo, ritiene "conveniente ridurre temporaneamente ed eccezionalmente i limiti minimi delle tariffe unitarie dell'ISP, garantendo i limiti stabiliti dalla normativa europea", giustifica l'esecutivo nella motivazione dell'iniziativa.

Secondo la proposta, le aliquote unitarie minime dell'ISP (Imposta Speciale di Consumo) sulla benzina senza piombo scenderanno a 199,89 euro per 1.000 litri, mentre quelle del diesel scenderanno a 156,66 euro.

Aliquote fiscali definite dai governi

Le aliquote d'imposta sono definite dai governi attraverso decreti che stabiliscono i valori da applicare a partire da un certo momento, e questi valori devono rimanere all'interno dell'intervallo definito dalla legge nel Codice speciale dell'imposta sui consumi (CIEC). Trattandosi di una questione che modifica un'imposta, il Parlamento deve pronunciarsi sulla modifica, poiché la definizione del livello di tassazione è una prerogativa dell'Assemblea della Repubblica.

Il testo prevede una "modifica temporanea ed eccezionale dei limiti minimi delle aliquote unitarie dell'imposta sul petrolio e sui prodotti energetici (ISP) stabiliti negli articoli 92, 94 e 95 del Codice CEI", si legge nell'iniziativa.

Riduzione dell'ISP

La modifica consentirà al Governo di "continuare a ridurre periodicamente e temporaneamente l'ISP (Imposta Speciale sui Consumi), grazie al ritorno del gettito aggiuntivo dell'IVA derivante dalla recente evoluzione dei prezzi dei carburanti, a seguito del conflitto in Medio Oriente", come spiegato dall'esecutivo nel comunicato del Consiglio dei Ministri emesso al momento dell'approvazione della proposta.

La riduzione temporanea si verifica quando l'aumento del prezzo del carburante supera i dieci centesimi rispetto alla settimana dal 2 al 6 marzo.

Nella motivazione dell'iniziativa, il governo ricorda che lo sconto è stato deciso in seguito allo "straordinario aumento dei prezzi dei carburanti derivante dall'impatto della crisi geopolitica e militare in Medio Oriente sui prezzi del petrolio e dei suoi derivati, in un contesto di elevata incertezza", dato l'"impatto sociale ed economico" che l'aggravamento porta "alle famiglie e alle imprese".