Il comitato di selezione ha scelto 128 opere tra le 966 pervenute, che riflettono "la diversità e la vitalità del cinema prodotto da donne e persone non binarie in tutto il mondo".
"Il tema di quest'anno è 'Lavoro', un tema ampio e trasversale che invita a riflettere su molteplici questioni sociali, culturali e politiche", indica l'organizzazione nel dossier di presentazione del festival.
Nella selezione ufficiale si segnalano "Fantasy" di Katarina Resek, il dramma svizzero degli anni '40 "Silent Rebellion" di Marie-Elsa Sgualdo, lo sciopero del sesso in "The Strike" di Gabrielle Stemmer, le proteste islandesi del 1975 attraverso l'obiettivo di Pamela Hogan in "The Day Iceland Stood Still" e "Naima" di Anna Thommen.
L'ampia selezione nazionale comprende "Fragmented" di Balolas Carvalho e Tanya Marar, "Eu queria ser tudo" di Luísa Costa Pinto, "The inhabitants" di Maureen Fazendeiro, "Cleópatra & António" di Diego Bragá e "Porque hoje é sábado" di Alice Eça Guimarães.
In programma anche film di Mónica Martins Nunes, Sara N. Santos, Inês Sena, Mariana Leal, Sofia Bost, Maria Inês Gonçalves e Marta Reis Andrade, tra gli altri.
Il festival prenderà il via al Batalha - Centro de Cinema il 21 aprile, con la sessione di apertura che prevede la proiezione di "Sugar Island" (2024), un film di Johanné Gómez Terrero che segue una ragazza di 14 anni in una comunità basata sulla canna da zucchero nella Repubblica Dominicana.
La nona edizione della manifestazione renderà omaggio anche a Raquel Soeiro de Brito, nata nel 1925, che ha lavorato come geografa e regista, e il pubblico potrà vedere tre dei suoi film.
"Attraverso un occhio attento alle geografie, ai paesaggi e alle comunità, i suoi film costruiscono un corpus unico di opere, rivelando diversi modi di vedere, abitare e interpretare il mondo", si legge nella presentazione della sessione di tributi che si terrà il 22 aprile al cinema Batalha.
La mostra "Lavores" evoca la resistenza femminile nel cinema, riflettendo sulle varie sfaccettature del lavoro, dalla casa alla lotta, dal parto all'ombra, per "occupare gli spazi tra le linee, i confini tra i generi, il sociale e il personale, il documentario e la finzione, la memoria e l'archivio", in un lavoro con cinque sessioni curate da Amarante Abramovici e Beatriz Dinis.
Un altro ciclo tematico intende anticipare un programma della Cineteca portoghese, portando le opere di tre pionieri del cinema portoghese, sempre il 22 aprile: Soeiro de Brito, Amélia Borges Rodrigues e Bárbara Virgínia, che hanno filmato "quando questo era ancora un atto audace".
Lula Pena si occuperà del sound design dal vivo basato sui film di Raquel Soeiro de Brito, e le proiezioni includeranno anche "Cascaes" di Amélia Borges Rodrigues e "Aldeia dos Rapazes - Orfanato Santa Isabel de Albarraque" di Bárbara Virgínia, la prima donna a dirigere un lungometraggio sonoro in Portogallo ("Tre giorni senza Dio"), selezionato per il primo Festival di Cannes nel 1946.
Oltre a Batalha, sede principale del festival, il programma si svolgerà anche presso la Casa Comum dell'Università di Porto, l'Università di Lusófona, Passos Manuel, Maus Hábitos, la Galleria Nuno Centeno e le Gallerie MIRA, con conferenze e feste.
Organizzato dall'associazione XX Element Project, il Porto Femme Festival è una coproduzione con l'azienda municipale Ágora e gode del sostegno finanziario dell'Istituto Portoghese del Cinema e dell'Audiovisivo e dell'Istituto Portoghese dello Sport e della Gioventù, oltre a numerosi altri supporti istituzionali.








