Procedura normale in altri Paesi
L'OF cita gli esempi di Regno Unito, Francia, Canada, Irlanda, Australia e Svizzera, dove i farmacisti affrontano i casi lievi utilizzando protocolli definiti, ed esorta il Portogallo ad adottare un approccio strutturato.
Quando, l'anno scorso, il Segretario di Stato per la Salute, Ana Povo, si è detta aperta a valutare il trattamento di situazioni cliniche lievi da parte dei farmacisti, l'Associazione Medica Portoghese si è opposta, rifiutando l'idea che le farmacie possano prescrivere farmaci senza l'intervento di un medico.
In alcune dichiarazioni rilasciate a Lusa, il responsabile dell'OF, Helder Mora Filipe, ha spiegato che "non si tratta di prescrivere o sostituire i medici", ma piuttosto di "rispettare i protocolli precedentemente stabiliti tra le varie entità" in modo che, in caso di situazioni cliniche semplici, i pazienti non debbano sovraccaricare i centri sanitari o i pronto soccorso. Helder Mota Filipe ha dichiarato: "Se altri Paesi lo fanno, dovrebbe farlo anche il Portogallo".
Nella nota diffusa, l'OF ricorda ai farmacisti di comunità che sono qualificati a intervenire in caso di situazioni cliniche lievi, non gravi, autolimitanti e di breve durata, i cui sintomi "non possono essere confusi con quelli di altri problemi di salute".
I farmacisti di comunità si sono espressi a favore di un maggiore intervento in questi casi, sostenendo che ciò alleggerirebbe sia l'onere sui servizi di assistenza sanitaria primaria sia le visite al pronto soccorso per situazioni cliniche minori.
L'OF afferma che questi professionisti sono "formati per valutare i sintomi, fornire consigli farmaceutici e, quando necessario, raccomandare farmaci da banco".
Inoltre, aggiunge, "possono eseguire semplici test per ottenere maggiori informazioni sulle condizioni del paziente", come nel caso di infezioni del tratto urinario.
"Se la situazione è più complessa, il farmacista indirizza il paziente a un medico o a un'unità sanitaria appropriata".
Monitoraggio con il Ministero della Salute
L'Associazione afferma di aver monitorato la questione con il Ministero della Salute per definire e implementare i protocolli di gestione che i farmacisti di comunità devono applicare in queste situazioni, come parte di una "strategia globale che coinvolge l'Ordine dei Medici".
Ribadisce la sua "totale disponibilità" a collaborare alla costruzione e all'implementazione di questo modello, in coordinamento con gli enti competenti, in particolare nella creazione di "protocolli di intervento, nella definizione di circuiti di riferimento" e anche nel rafforzamento della comunicazione tra gli operatori sanitari.
A questo proposito, ricorda che l'Assemblea della Repubblica ha approvato nel gennaio dello scorso anno un progetto di risoluzione che raccomandava al Governo di creare un progetto pilota in questo ambito, in coordinamento con la Direzione Generale della Salute, la Direzione Esecutiva del Servizio Sanitario Nazionale, gli ordini professionali, le organizzazioni rappresentative dei professionisti della salute (farmacisti e medici) e le farmacie comunali.
Secondo la raccomandazione approvata, il progetto pilota dovrebbe consentire alle farmacie comunali di fornire, secondo protocolli clinici specifici e predeterminati, assistenza per situazioni cliniche lievi e non urgenti, come infezioni del tratto urinario, sinusite, mal di gola o otite media, prescrivendo il trattamento appropriato o rinviando, quando giustificato, all'assistenza sanitaria primaria.








