La mozione di saluto per la Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia, che si celebra il 17 maggio, è stata presentata dal BE durante la riunione privata dell'esecutivo comunale, che si è svolta in Municipio.
Secondo fonti dell'esecutivo, dei cinque punti previsti dalla mozione è stato respinto solo quello relativo all'innalzamento della bandiera arcobaleno nel Municipio.
Gli altri punti sono stati osteggiati da Chega ma approvati con il sostegno delle altre forze politiche.
Così, il Consiglio ha approvato "di salutare la Giornata internazionale contro l'omofobia, la transfobia e la bifobia, riaffermando l'impegno del Comune di Lisbona per l'uguaglianza, la dignità e i diritti umani di tutte le persone", "di esprimere il riconoscimento per il lavoro svolto dalle associazioni, dai collettivi e dagli attivisti LGBTI+ che, Lisbona lottano quotidianamente contro la discriminazione e per la costruzione di una città in cui tutte le persone possano vivere in sicurezza, libertà e rispetto" e, inoltre, "per riaffermare l'importanza delle politiche pubbliche comunali che promuovono l'inclusione, l'educazione alla diversità e la lotta efficace contro l'odio, il pregiudizio e la violenza".
La bandiera arcobaleno, simbolo dell'orgoglio lesbico, gay, bisessuale e transgender, è stata issata per la prima volta nel Municipio di Lisbona il 17 maggio 2016, su iniziativa di Cittadini per Lisbona, ed è stata considerata la prima volta che è stata issata in un municipio o in un'istituzione pubblica in Portogallo. Il mese scorso, PSD, Chega e CDS-PP hanno approvato, con un voto finale globale nell'Assemblea della Repubblica, una proposta di legge che vieta di issare bandiere "di natura ideologica, partitica o associativa", compresa la bandiera LGBTI+, sugli edifici pubblici.
La nuova legge riguarda "tutti gli edifici, i monumenti, le strutture, i pennoni, le facciate e gli interni ad uso ufficiale, appartenenti o assegnati a enti sovrani, servizi dell'amministrazione diretta e indiretta dello Stato, regioni autonome, enti locali e altri enti pubblici".
La nuova legge prevede multe da 200 a 2.000 euro per negligenza e da 400 a 4.000 euro per dolo.








