Dal 2024 al 2025, i 10 impianti più inquinanti del Portogallo hanno registrato un aumento complessivo delle emissioni di gas serra, secondo un rapporto pubblicato oggi dall'associazione ambientalista Zero.

Aumento delle emissioni delle centrali termoelettriche

In un comunicato, Zero evidenzia i cambiamenti più rilevanti dal 2024 al 2025, tra cui l'aumento delle emissioni delle centrali termiche a gas naturale fossile per la produzione di energia elettrica e una riduzione significativa della raffineria di Sines, che tuttavia rimane, per il sesto anno consecutivo, l'impianto più inquinante.

Secondo i calcoli di Zero, la raffineria di Sines ha registrato una riduzione delle emissioni del 16% rispetto al 2024, attestandosi a 2,2 milioni di tonnellate, mentre le emissioni di TAP sono aumentate dell'1%, raggiungendo 1,1 milioni di tonnellate di anidride carbonica (CO2).

Il terzo posto è ora occupato dalla centrale termica di Lares (Figueira da Foz), di proprietà di EDP, che ha scalato cinque posizioni (dall'ottavo al terzo posto), con un aumento delle emissioni del 215%.

Cementifici sotto i riflettori

I seguenti posti sono occupati da cementifici: CIMPOR di Souselas rimane al quarto posto, avendo ridotto le emissioni dell'1%, e CIMPOR di Alhandra è al quinto posto, avendo ridotto le emissioni del 25%.

Un'altra cementeria, la SECIL di Outão, compare all'ottavo posto, con un calo di tre posizioni nella lista e una riduzione delle emissioni del 22%.

I posti sei e sette sono occupati da ELECGÁS (di Pego) e EDP (Central Termoelétrica do Ribatejo).

La prima è rimasta al sesto posto, ma con emissioni superiori del 43%, mentre EDP Ribatejo ha registrato l'aumento maggiore, passando da un modesto 16° posto nel 2024 al settimo dello scorso anno, con un incremento delle emissioni del 326%.

L'elenco si completa con la cementeria CMP, Maceira e Pataias (Leiria), al nono posto, con un calo di due posizioni, e al decimo posto la LUSICAL (Santarém), produttrice di tigli non idraulici, anch'essa scesa di un posto, con le stesse emissioni.

In totale, le 10 entità sono state responsabili dell'emissione di 8,9 milioni di tonnellate di CO2 lo scorso anno, il 7% in più rispetto agli 8,3 milioni di tonnellate emessi nel 2024.

La riduzione delle emissioni del Galp

Nella sua analisi dei dati, l'associazione ambientalista cita la riduzione di Galp, legata a un arresto programmato, per sostenere che il valore della raffinazione continua a mostrare un peso molto significativo dei combustibili fossili nell'economia portoghese e nelle emissioni inquinanti, e consiglia di investire maggiormente nelle energie rinnovabili.

Inoltre, rileva l'aumento del peso del gas naturale fossile, "chiaramente un risultato" della gestione della generazione elettrica post-blackout, "che si riflette in un aumento di 1,4 milioni di tonnellate di emissioni dalle centrali termiche a gas fossile".

Poche differenze in futuro

Nel prossimo futuro, non dovrebbero esserci grandi differenze nei principali settori che emettono anidride carbonica, e dovrebbe esserci una crescita nel settore dell'aviazione, afferma Zero.

L'anno scorso la produzione di energia rinnovabile è rimasta ai massimi storici, ma si è stabilizzata rispetto al 2024.

Tuttavia, poiché il consumo di elettricità è aumentato ai massimi storici e le importazioni sono diminuite, "il sistema si è affidato molto di più alle centrali a gas naturale a ciclo combinato, la cui produzione è cresciuta di circa il 97%".

Abbandonare i combustibili fossili

Zero sottolinea la necessità per le unità industriali di effettuare una giusta transizione dai combustibili fossili.

Il lavoro dell'associazione rientra nel progetto LIFE EFFECT, finanziato dalla Commissione europea (CE) per promuovere, in particolare, una maggiore partecipazione della società civile ai processi decisionali e di monitoraggio.

Il lavoro si è basato sui dati della Commissione Europea relativi al registro delle emissioni associato al Sistema Europeo di Scambio delle Emissioni (EU ETS), che integra le principali unità dei settori che emettono in maniera massiccia anidride carbonica, il principale gas serra che causa il cambiamento climatico.