Secondo El Economista, il Tribunale Economico-Amministrativo Centrale(TEAC) spagnolo ha rivelato che alcuni certificati di residenza rilasciati in Portogallo a pensionati spagnoli non sono riconosciuti in Spagna. Questa situazione apre la strada alla riscossione di imposte sulle pensioni ricevute dal sistema di previdenza sociale spagnolo.

Il regime in questione consentiva alle pensioni straniere di essere esenti da imposte in Portogallo; tuttavia, a partire dal 2020, le pensioni sono diventate soggette a un'aliquota fiscale del 10%, inferiore a quella del 48% applicabile agli altri contribuenti.

Anche se sarà abolito nel 2024, i pensionati stranieri che hanno già acquisito lo status potranno mantenerlo per 10 anni.

La Spagna accusa il Portogallo

Nonostante l'opposizione delle autorità portoghesi, che sostengono che i contribuenti sono soggetti alle imposte portoghesi e che il sistema consente esenzioni o aliquote ridotte sul reddito, il TEAC respinge queste affermazioni.

Il 20 aprile, secondo El Economista, il tribunale spagnolo ha classificato il sistema portoghese come "velato", "oscuro" e "pernicioso". L'ente ha anche considerato la posizione del Portogallo "ingannevole o ipocrita".

Il tribunale spagnolo ritiene che i pensionati in questione non debbano essere protetti da un altro accordo iberico, l'Accordo per evitare la doppia imposizione, firmato tra i due Paesi nel 1993.