Secondo i dati statistici del Barometro Informa D&B, pubblicati il 3 giugno, le dinamiche immobiliari e l'individuazione di nuove opportunità di business hanno portato alla creazione di 272 nuove imprese nel settore delle costruzioni, con una crescita su base annua dell'8,4% nei primi cinque mesi del 2026. Questa performance estende un percorso di espansione sostenuto che l'attività sta seguendo dal 2020.

La forza del settore delle costruzioni spicca in un panorama macroeconomico nazionale caratterizzato da un rallentamento della creazione di imprese.

Nuove imprese in Portogallo

Dall'inizio di quest'anno, nel Paese sono state fondate 24.022 nuove imprese, una cifra che rappresenta un calo del 5,2%, equivalente a 1.324 incorporazioni in meno, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Tra i settori che sono riusciti a sfuggire alla tendenza recessiva, figurano solo il settore delle costruzioni, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), con 79 imprese in più (+4,7%), e il commercio all'ingrosso, che ha registrato un aumento residuale di quattro nuove imprese (+0,4%).

Al contrario, i cali più marcati nella generazione di nuovi fronti imprenditoriali si sono concentrati nell'Agricoltura e risorse naturali, con una contrazione del 34% (318 imprese in meno), seguita da vicino dai Trasporti, che hanno registrato un calo del 16% (283 imprese in meno), e dai Servizi di alloggio e ristorazione, con una diminuzione dell'11% (253 unità in meno).

Questo calo diffuso, che ha interessato tutte le regioni e i distretti del Paese, interrompe un ciclo di ripresa dell'imprenditoria nazionale che era attivo dal 2021, solo lievemente guastato da una leggera oscillazione negativa dell'1,2% individuata nel 2024.

Chiusure di imprese

D'altra parte, in termini di attività imprenditoriale, gli indicatori mostrano segni di stabilizzazione. Il volume delle chiusure di imprese in Portogallo è diminuito significativamente da un anno all'altro, raggiungendo le 4.842 chiusure operative, con una riduzione del 20% (1.212 imprese in meno) rispetto ai primi cinque mesi del 2025. Se l'analisi viene estesa agli ultimi 12 mesi, il calo è dell'8,4%, corrispondente alla cessazione delle attività di 14.420 aziende. La diminuzione delle chiusure è stata comune a tutte le aree geografiche e a tutti i settori economici, con una notevole tenuta nel commercio al dettaglio (-12%), nei servizi di alloggio e ristorazione (-10%) e nei servizi alle imprese (-6,8%). Al contrario, nicchie specifiche come la vendita al dettaglio non specializzata per corrispondenza o via internet hanno visto quasi triplicare le chiusure (+187%, 112 chiusure in più).

Il barometro settoriale si conclude con un moderato allarme per quanto riguarda le insolvenze, che mostrano segni di inversione della tendenza al ribasso degli ultimi anni. Tra gennaio e maggio 2026, 879 aziende hanno avviato procedure legali di insolvenza, con un aumento del 3,8% (32 procedure in più) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Di queste, il 16% (143 aziende) ha chiuso immediatamente.

I settori che hanno maggiormente alimentato questa pressione finanziaria sono stati le Industrie (+11%, 20 procedure in più), le Attività immobiliari, che hanno registrato un'impennata dell'82%, con 18 insolvenze in più, e il settore dei Servizi di alloggio e ristorazione (+14%, 12 eventi in più).