In una dichiarazione, il gruppo parlamentare ha annunciato l’intenzione di presentare all’Assemblea della Repubblica una proposta volta ad abolire l’IVA sull’energia elettrica in Portogallo, «sulla scia della decisione annunciata dal nuovo governo britannico», guidato da Andy Burnham, nuovo primo ministro e leader del Partito Laburista.
«L’energia elettrica è oggi un bene essenziale. È indispensabile per le famiglie, le imprese, le scuole, gli ospedali e l’intera economia. Pertanto, non può continuare a essere considerata dai governi che si susseguono semplicemente come un modo per incassare maggiori entrate», sostiene il gruppo parlamentare guidato da Pedro Pinto.
Chega sostiene che questa misura «dovrebbe essere inserita nel prossimo bilancio dello Stato affinché l’abolizione dell’IVA sull’elettricità entri in vigore il 1° gennaio 2027».
Definendo questa imposta «un vero e proprio furto da parte dello Stato ai danni dei contribuenti», il partito sostiene che, «insieme alle elevate accise sui carburanti, questo onere fiscale rappresenta un peso costante per le famiglie e le imprese, che pagano sempre di più per beni essenziali».
«In un momento in cui altri paesi stanno scegliendo di ridurre le tasse sull’energia per aiutare le famiglie e rafforzare la competitività economica, il Portogallo non può continuare a fare il contrario. Nel quadro del coordinamento con l’Unione europea, il Portogallo deve rendere l’applicazione dell’IVA zero sull’elettricità una priorità strategica», si legge nella dichiarazione.
Il gruppo parlamentare sostiene inoltre che «la riduzione della dipendenza dall’estero e il riconoscimento dell’elettricità come bene essenziale giustificano il fatto di trattarla come una questione fiscale prioritaria, analogamente all’approccio adottato per quanto riguarda l’IVA sul paniere dei generi alimentari di prima necessità».







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