I giudici potranno decidere la residenza alternativa per i figli in caso di divorzio

in Notizia · 01-10-2020 17:27:00 · 0 Commmenti

I giudici del tribunale della famiglia possono stabilire la residenza alternata dei figli in caso di divorzio dei genitori, qualora ciò sia nell'interesse superiore del bambino e indipendentemente dall'accordo reciproco dei genitori.

L'emendamento al Codice Civile sarà votato e dovrebbe essere approvato il 2 ottobre in Parlamento, in quanto si tratta di un testo unico che sostituisce i progetti di legge del Partito Socialista (PS), del Partito Socialdemocratico (PSD), del Partito Popolare NATURALE (PAN), del Blocco Sinistra (BE) e del CDS-Popolare.

L'emendamento, che avrà l'approvazione garantita, definisce "le condizioni alle quali il tribunale può determinare la residenza alternativa del minore in caso di divorzio, separazione giudiziaria di persone e beni, dichiarazione di nullità o annullamento del matrimonio dei genitori, modificando il Codice Civile".

A tal fine, aggiunge due punti all'articolo 1906 del Codice Civile, che stabilisce l'esercizio delle responsabilità genitoriali, definendo che "quando è nell'interesse superiore del bambino e si tiene conto di tutte le circostanze pertinenti, il giudice può determinare la residenza alternata del bambino con ciascun genitore, indipendentemente dal reciproco accordo in tal senso e fatta salva la determinazione degli alimenti".

Il presente articolo subentra ad un altro che prevede che il tribunale determini la residenza del minore e i diritti di visita del minore in conformità con l'interesse superiore del minore, "tenendo conto di tutte le circostanze rilevanti, compreso l'eventuale accordo dei genitori e la volontà di ciascuno di essi di promuovere i rapporti abituali del minore con l'altro".

Inoltre, la modifica legislativa aggiunge un articolo che stabilisce che "il tribunale ascolterà il bambino in conformità con gli articoli 4 e 5 del Regolamento generale di procedura civile".

La modifica legislativa contava sui pareri dell'Ordine degli Avvocati portoghesi, del Consiglio Superiore della Procura della Repubblica e del Consiglio Superiore della Magistratura, oltre a richiedere contributi all'Associazione Portoghese per il Sostegno alle Vittime (APAV), all'Associazione Portoghese di Criminologia, all'Associazione delle Donne Contro la Violenza, alla Commissione Nazionale per la Promozione dei Diritti e la Protezione dei Bambini e dei Giovani, all'Unicef Portogallo, alla Piattaforma Portoghese per i Diritti della Donna, oltre ad esperti del settore.


Comments:

Sei il primo a commentare questo articolo
Temi interattivi, invia i tuoi commenti/opinioni su questo articolo.

Si prega di notare che The Portugal News puo' utilizzare il commento selezionato nell'edizione stampata del giornale.