"Panico totale"
Il presidente della Corte Suprema Amministrativa(STA), Jorge Aragão Seia, afferma che l'istituzione è nel "panico totale", paralizzata internamente dopo una valanga di decisioni giudiziarie. Durante un'operazione speciale dei tribunali amministrativi per trattare i casi di immigrazione pendenti, oltre 12.000 ordinanze e circa 7.000 sentenze hanno invaso l'agenzia in un solo mese e mezzo. Questa ondata incontenibile ha paralizzato la capacità di risposta dell'AIMA, causando una forte disorganizzazione e una grave carenza di risorse.
La crisi della giurisdizione amministrativa ha raggiunto un punto critico dall'estate del 2024, poiché i tribunali ricevono centinaia di cause al giorno da parte di cittadini stranieri che cercano urgentemente di regolarizzare la loro situazione in Portogallo.
Intervento immediato
L'enorme volume, già pari a 133.000 casi, richiede un intervento immediato. In risposta, la magistratura ha mobilitato una squadra straordinaria di 28 giudici che lavorano oltre l'orario normale. Sebbene questo aumento incida sui servizi dell'AIMA, il responsabile dello STA insiste sul fatto che i tribunali manterranno un ritmo incessante, affermando che il sistema giudiziario non può permettere che i casi si accumulino senza che i cittadini ricevano risposte tempestive.
Rafforzare il personale
Come soluzione, il presidente dello STA sottolinea l'urgente e critica necessità di un massiccio rafforzamento delle risorse umane e informatiche, sollecitando l'immediata creazione di una forza straordinaria di dipendenti dedicati esclusivamente alle notifiche dei tribunali e al servizio pubblico.
Jorge Aragão Seia insiste inoltre su adeguamenti legislativi per introdurre una maggiore flessibilità nel processo amministrativo, consentendo agli immigrati privi di documenti di rimanere legalmente nel Paese mentre regolarizzano le questioni pendenti, ed evitando direttamente che i respingimenti facciano scattare l'espulsione automatica.
Il magistrato ha anche lanciato un chiaro avvertimento all'Esecutivo sulle sue intenzioni di accelerare l'allontanamento forzato dei cittadini stranieri.
Senza modifiche legislative adeguatamente allineate ai regolamenti dell'UE, Aragão Seia avverte che il Paese rischia un'ondata di ricorsi legali e potenziali condanne a risarcire le violazioni del diritto europeo.
Oltre alle questioni legate all'immigrazione, il sistema di giustizia amministrativa è alle prese con le proprie carenze di personale e i ritardi storici: secondo le stime, sono necessari almeno 60 giudici in più per risolvere i casi pendenti e raggiungere l'obiettivo di risolvere tutti i casi prima del 2025 entro il 2029.
Preoccupazione crescente
Il panorama del settore è ulteriormente segnato dalla crescente preoccupazione della Corte Suprema per l'aumento delle tattiche dilatorie e dei ricorsi abusivi, che vengono già sanzionati come controversie in malafede.
Allo stesso tempo, la Corte gestisce la pressione della giustizia fiscale, dove circa 19 miliardi di euro sono attualmente bloccati in cause economiche su larga scala, come quelle che riguardano i parchi eolici e fotovoltaici.
Secondo il presidente della Corte Suprema Amministrativa (STA), per invertire questo scenario generale è necessaria una riforma strutturale e un'accelerazione della formazione dei nuovi giudici da parte del Centro di Studi Giudiziari, riducendo il periodo di formazione a 2 anni per garantire una risposta rapida alle esigenze del Paese.







