Questa misura, ora comunicata formalmente al sistema finanziario nazionale, intende affrontare gli effetti delle garanzie pubbliche che assistono i giovani nell'acquisto della prima casa.
Attraverso l'adeguamento del rapporto debito/reddito, l'autorità di vigilanza mira a mitigare il rischio di insolvenza e a prevenire il sovraindebitamento strutturale delle famiglie in un mercato immobiliare sottoposto a notevoli pressioni.
Questa riduzione del rapporto debito/reddito, tuttavia, non sarà l'unica modifica all'attuale modello macroprudenziale.
L'istituzione guidata da Álvaro Santos Pereira sta valutando anche una revisione al ribasso delle eccezioni attualmente consentite nei portafogli delle banche commerciali.
Attualmente, la normativa consente che fino al 10% del volume di nuovi prestiti di ogni banca, per semestre, raggiunga un rapporto debito/reddito più aggressivo, fino al 60%, salvaguardando comunque un ulteriore margine del 5% per superare i limiti generali.
Queste soglie di tolleranza dovrebbero subire tagli significativi, con i valori esatti ancora in fase di analisi tecnica da parte del regolatore.
Il forte dinamismo del credito giovanile con garanzie statali è il principale motore di questi cambiamenti normativi, rappresentando quasi un terzo del valore totale dei nuovi prestiti per l'edilizia residenziale nel Paese all'inizio dell'anno.
Questa crescita accelerata ha portato a un aumento generale dei periodi medi di rimborso dei portafogli bancari, generando osservazioni e avvertimenti da parte del governatore della Banca del Portogallo.
Alla luce di questa realtà, l'autorità di vigilanza sta valutando anche una modifica delle raccomandazioni relative alla scadenza massima dei contratti, che attualmente fissano limiti di 40 anni per i giovani fino a 30 anni, 37 anni per quelli tra i 30 e i 35 anni e un tetto di 35 anni per coloro che superano tale età.







