Nell'edizione di quest'anno, il Portogallo si colloca al 13° posto tra i 27 Paesi dell'Unione Europea (UE), eguagliando la media UE (49%), presentando un "rischio medio-basso", mentre nel 2022 il Paese ha registrato un indice di rischio del 40%.

Per Rui Cádima, autore e ricercatore dell'Osservatorio sulla diversità e il pluralismo di ICNOVA, la ragione principale di questo declino "è legata alla crescente tendenza al peggioramento della sostenibilità economica del settore dei media", ha spiegato all'agenzia di stampa Lusa.

Rui Cádima sottolinea l'esistenza di "redazioni indebolite, fortemente pressate dalla precarietà, che mettono a rischio la libertà editoriale e il giornalismo d'inchiesta come prima vittima", aggiungendo "una crescente difficoltà nel filtrare la disinformazione e le informazioni provenienti da molteplici intermediari, nonostante l'emergere dei fact-checkers".

In lizza per il primo posto nell'indice, sviluppato dal Centro per il pluralismo dei media e la libertà dei media per valutare i rischi per il pluralismo dei media, ci sono Germania (28%) e Svezia (28%), seguite da Danimarca (31%) e Paesi Bassi (33%), con tutte e quattro le nazioni che presentano un livello di rischio considerato "molto basso".

Il Portogallo ha un indice di pluralismo del 49%, che si colloca tra la Francia (46%) e la Lettonia (50%), mentre l'Ungheria è all'ultimo posto, con un livello di rischio "molto alto" (74%). Nel 2022, il Portogallo si posizionerà al 7° posto su 32 Paesi e nel 2024 all'11°.

L'indice MPM (Media Pluralism Monitor), che copre i 27 Stati membri dell'UE, valuta il pluralismo dei media sulla base di molteplici componenti.

Nell'area "Protezione fondamentale", il Portogallo mantiene un livello "medio-basso" e la protezione della libertà di espressione è l'indicatore più critico, in quanto "continua a essere contaminata in Portogallo dalla legislazione del Codice penale che punisce la diffamazione con pene detentive".

"Un altro aspetto preoccupante riguarda la necessità di legiferare rapidamente le disposizioni anti-SLAPP, in particolare per proteggere i giornalisti da cause legali abusive volte a metterli a tacere", avverte il documento.

La pluralità del mercato presenta già un rischio "medio-alto", a causa della sempre più difficile situazione economica delle piccole e medie imprese, del calo delle entrate dei media tradizionali e della natura sempre più precaria della professione giornalistica.

Per quanto riguarda l'indipendenza politica, il Paese presenta un rischio "basso", mentre l'inclusione sociale presenta un rischio elevato, dato che "i media locali sono sempre più colpiti da pressioni finanziarie e devono affrontare numerose sfide per garantire la stabilità economica", si legge nel rapporto.

In questo senso, "la situazione di maggior rischio si presenta nell'area dell'inclusione sociale, che ora presenta un rischio elevato. Anche nel settore della Pluralità del mercato si registrano problemi persistenti di concentrazione del mercato. Nel caso della Protezione fondamentale, la situazione è leggermente peggiorata, poiché il Portogallo ha ancora questioni critiche da risolvere [...] nel caso dell'Indipendenza politica, questa rimane l'area più stabile, presentando un basso livello di rischio".