Gli scrittori Bernardine Evaristo e Colson Whitehead finalisti del Dublin Literary Award

scritto TPN/Lusa, in Notizia, Libri, Intrattenimento · 28-03-2021 14:00:00 · 0 Commmenti

Bernardine Evaristo, Colson Whitehead, Ocean Vuong, Fernanda Melchor, Colum McCann e Valeria Luiselli sono i sei finalisti del Dublin Literary Prize 2021 annunciati oggi, che hanno lasciato indietro António Lobo Antunes, inizialmente nominato come candidato al premio.

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<body9> Tra gli autori di 30 paesi che erano nella lunga lista di candidati per il Dublin International Literary Prize 2021, scelti dalle biblioteche di tutto il mondo, c'era il nome dello scrittore portoghese António Lobo Antunes, con l'opera "Until the stones become lighter than water".

L'organizzazione ha annunciato oggi la lista dei finalisti, che comprende tre uomini (un irlandese, un americano e un vietnamita) e tre donne (due messicani e un britannico)."Ragazza, donna e altro" di Bernardine Evaristo, che ha già vinto il Booker Literary Prize, è uno dei finalisti per questo premio, che è anche in competizione con il già premiato Colson Whitehead, con "The nickel boys", vincitore del Pulitzer de fiction."Sulla terra siamo brevemente magnifici", di Ocean Vuong, "Apeirogon", di Colum McCann, "Stagione degli uragani", di Fernanda Melchor, e "Archivio dei bambini perduti", di Valeria Luiselli, sono i restanti finalisti del premio, il cui vincitore sarà annunciato il 20 maggio.

L'opera "Ragazza, donna e altro", pubblicata in Portogallo da Elsinore, era già stata candidata al Women's Prize for Fiction e ha fatto guadagnare all'autrice una doppia distinzione nei British Book Awards, nelle categorie "Fiction Book of the Year" e "Author of the year".È un'opera che affronta temi come il femminismo, la razza, la sessualità, l'identità di genere e la stratificazione economica, sociale e storica, un romanzo polifonico con 12 personaggi del XX e XXI secolo, quasi tutte donne nere e, in un modo o nell'altro, frutto dell'eredità dell'impero coloniale britannico, che conducono vite molto diverse.Le loro storie, quelle delle loro famiglie, amici e amanti, compongono un ritratto sfaccettato e realistico dell'oggi, di una società multiculturale che affronta l'eredità del suo passato e lotta contro le contraddizioni del presente.

"The nickel boys", pubblicato in Portogallo da Alfaguara, racconta una storia di ingiustizia, basata su fatti veri, di due amici che lottano per la sopravvivenza in un istituto correzionale per giovani, nella città nordamericana che dà il nome all'opera, in un paese e in un tempo in cui il colore della pelle è decisivo. Questo libro di Colson Whitehead - che nel 2017 aveva già vinto il premio Pulitzer per la narrativa con "The Underground Railroad" è stato considerato uno dei 10 migliori romanzi del decennio, dalla rivista "Time".

"Sulla terra siamo brevemente magnifici", di Ocean Vuong, pubblicato da Relógio d'Água, è la lettera di un figlio a una madre che non sa leggere, che evoca il passato di una famiglia e racconta una storia che ha come epicentro il Vietnam, svelando aspetti della sua vita che la madre non ha mai conosciuto e portando a un'inquietante rivelazione finale.Testimonianza di un amore duro ma innegabile tra una madre single e suo figlio, la lettera è anche un'indagine su razza, classe e mascolinità, sollevando questioni centrali su un presente pieno di violenza e traumi, che si sovrappongono a compassione e sensibilità.

Gli altri tre finalisti non sono pubblicati in Portogallo. Con "Apeirogon", Colum McCann attraversa secoli e continenti, cucendo tempo, arte, storia, natura e politica, in una storia di amicizia, amore, perdita e appartenenza, che attraversa le vite di un palestinese e un israeliano, che diventano migliori amici.In "Stagione degli uragani", un gruppo di bambini trova il cadavere di una strega e l'intero villaggio inizia a indagare sul crimine, ma mentre il romanzo si sviluppa, con ogni narratore inaffidabile che persiste nei dettagli, nuovi atti di depravazione o brutalità, Fernanda Melchor estrae da questi personaggi alcuni piccoli frammenti di umanità, formando un ritratto di un dannato villaggio messicano. Il romanzo della messicana Valeria Luiselli, "Archivio dei bambini perduti", accompagna una coppia di artisti che partono con i loro due figli in un viaggio on the road, da New York all'Arizona, nel caldo dell'estate, ma mentre la famiglia viaggia verso ovest, i legami cominciano a svanire, e una frattura cresce tra i genitori.

Attraverso canzoni, mappe e una macchina fotografica Polaroid, i bambini cercano di dare un senso sia alla loro crisi familiare che a una crisi più grande che spicca nelle notizie: le storie di migliaia di bambini che cercano di attraversare il confine sud-ovest negli Stati Uniti, ma che vengono trattenuti, o si perdono nel deserto, lungo la strada.Tra i primi candidati al premio, ma che sono stati anche lasciati indietro, c'erano "Pátria", di Fernando Aramburo (Premio Nazionale di Narrativa dalla Spagna), "10 Minutes and 38 Seconds in this Strange World", di Elif Shafak, "The Courage of Cilka", di Heather Morris, "Clap when you land", di Elizabeth Acevedo, "Night at Caracas", di Carina Sainz Borgo, "The Vanishing Half", di Brit Bennett, e "Tyll", di Daniel Kehlmann. Il Dublin Literary Prize è organizzato dal comune della capitale dell'Irlanda e gestito dalle biblioteche pubbliche della città, con un valore monetario di 100 mila euro, da consegnare interamente all'autore dell'opera vincitrice, se questa è scritta in inglese, o, in caso di traduzione, da dividere tra scrittore e traduttore, negli importi di 75 mila euro e 25 mila euro, rispettivamente. La scrittrice irlandese Anna Burns è stata la vincitrice dell'edizione 2020, con il romanzo "Milkman" (che aveva precedentemente vinto il Booker Prize).



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