E, al momento, il Portogallo sta chiaramente guadagnando questa fiducia.

Secondo una recente nota di ricerca di JP Morgan, c'è una probabilità del 50% circa che Moody's alzi il rating del Portogallo già nella prossima revisione del 22 maggio. Se ciò accadrà, sarà un ulteriore passo avanti in una traiettoria che sta riposizionando il Paese tra gli emittenti sovrani più solidi dell'Eurozona.

Questo punto è particolarmente rilevante perché Moody's è, al momento, l'unica delle principali agenzie che non ha ancora seguito gli aumenti già effettuati dalle altre case di rating. Il Portogallo è ora valutato A+ da S&P, A da Fitch e A high da DBRS, mentre Moody's mantiene il rating ad A3. Un'eventuale revisione al rialzo non sarebbe solo simbolica. Avrebbe un impatto diretto sul costo del debito, sulla percezione del rischio e sull'attrattiva del Paese per gli investitori istituzionali globali.

L'aspetto più interessante è il contesto in cui nasce questa valutazione.

Il Portogallo si sta preparando ad entrare nel 2026 con un programma di finanziamento ambizioso ma perfettamente allineato alla fiducia dei mercati. Lo Stato prevede di raccogliere 13 miliardi di euro di fabbisogno finanziario netto, con il supporto di regolari emissioni di Buoni del Tesoro, Buoni del Tesoro e operazioni sindacate. Tutto questo in un contesto in cui lo spread del debito portoghese a 10 anni rispetto al debito tedesco è ai minimi storici, a soli 31 punti base.

Tradotto in parole povere: i mercati vedono il Portogallo come un Paese a basso rischio, con conti pubblici controllati, crescita economica costante e una gestione finanziaria credibile.

Non si tratta di un fenomeno isolato. È il riflesso di diversi anni di consolidamento fiscale, crescita sostenuta, diversificazione economica e rafforzamento della fiducia esterna. Il Portogallo è passato da un Paese guardato con cautela a un Paese guardato con interesse strategico.

E questo cambiamento ha conseguenze reali.

Costi di finanziamento più bassi significano più spazio per gli investimenti pubblici, più stabilità per le imprese, più fiducia per gli investitori internazionali e, soprattutto, una posizione molto più forte all'interno dell'economia europea.

Stiamo parlando di una trasformazione silenziosa ma profonda nel modo in cui il Portogallo viene percepito dai principali centri finanziari globali.

Per decenni il Portogallo è stato considerato periferico, vulnerabile e dipendente. Oggi è visto come stabile, prevedibile e affidabile. Questo è forse uno dei più grandi asset strategici che un Paese possa costruire.

Se l'aumento di Moody's sarà confermato a maggio, non sarà una sorpresa. Sarà solo un altro passo logico in un percorso che il Portogallo ha costruito con coerenza, disciplina e visione a lungo termine.

In un mondo sempre più instabile, pochi beni sono preziosi come la fiducia. E il Portogallo, al momento, la sta chiaramente accumulando.