Secondo la Comunità Intercomunale del Basso Alentejo(CIMBAL), uno dei promotori dell'evento, si stima che "una famiglia su quattro" nel Basso Alentejo abbia "legami con le attività del settore vitivinicolo", ossia la viticoltura o la produzione di vino.

I 537 viticoltori della regione rappresentano il 27% di tutti i viticoltori dell'Alentejo.

Di questi, 167 sono membri del Programma di Sostenibilità dei Vini dell'Alentejo (PSVA), sotto la responsabilità della Commissione Regionale del Vino dell'Alentejo(CVRA), e coprono una superficie produttiva di oltre 3.400 ettari, di cui 10 sono produttori di vino con certificazione di produzione sostenibile.

Il titolo di Città Europea del Vino 2026 è stato assegnato al Basso Alentejo per i suoi punti di forza nei vigneti, nella produzione di vino, nella sostenibilità e nella comunità.

L'evento apre ufficialmente il suo programma di celebrazioni venerdì, con una serata di gala al Teatro Municipale Pax Julia di Beja, a partire dalle 20:30.

Dalla Spagna al Portogallo

In un comunicato, il Comune di Beja ha indicato che la celebrazione segnerà "il passaggio del testimone della 'Città Europea del Vino' dalla Spagna al Portogallo", con la consegna della bandiera da parte dell'Ambasciatore dei Territori del Vino del Portogallo 2025.

L'evento prevede anche esibizioni musicali di Cristina Taquelim e Ana Santos, Cantadores do Desassossego, Grupo Coral de Nossa Senhora das Neves, Fernando Pardal, Jorge Cruz e Mafalda Vasques.

La Città Europea del Vino 2026 è promossa dall'Ente Regionale per il Turismo (ERT) dell'Alentejo e del Ribatejo e dalla CIMBAL, con il sostegno dei 13 comuni che compongono l'organizzazione. Solo un comune del distretto di Beja, Odemira, che fa parte della Comunità Intercomunale dell'Alentejo Litoral, è escluso.

Celebrazione del progetto

Secondo il Comune di Beja, il gala celebrerà "il progetto frutto di istituzioni che conservano la propria storia e tradizione, che valorizzano il proprio patrimonio e, in questo caso, uno dei prodotti più emblematici del territorio, il vino, intrinsecamente legato all'identità locale".

Questo è stato un altro aspetto evidenziato dagli enti promotori come "attrattore" del titolo europeo, in quanto è "l'unica regione del Paese che ha una strategia di sviluppo economico e regionale per il settore del vino e del turismo", attraverso il progetto ENOTUR - Turismo del vino dell'Alentejo e del Ribatejo.

Secondo il CIMBAL, questo fa parte del Programma di Valorizzazione Economica delle Risorse Endogene (PROVERE), nell'ambito del Programma Regionale Alentejo 2030, e mira a "portare maggiore conoscenza e innovazione nel Basso Alentejo [e] progetti di rete pionieristici per la certificazione delle cantine".

Contemporaneamente, contribuiscono alla distinzione anche la storia che accompagna la produzione del vino talha - "uno dei pilastri fondamentali dell'applicazione" - e l'atmosfera culturale che circonda "la geografia e lo spazio per eccellenza del canto dell'Alentejo".

Galà di apertura

"Il gala di apertura è anche l'occasione per far conoscere il programma previsto per i 13 comuni del CIMBAL, che si estende fino al gennaio 2027", si legge nel comunicato.

Durante tutto l'anno, il programma della Città Europea del Vino 2026 prevede una gamma "molto ampia" di attività, come eventi tematici, conferenze, workshop di vendita, concorsi ed eventi pop-up, tra le altre azioni, distribuite tra i temi "Il vino nelle arti", "Il vino nel patrimonio" e "Il vino in strada".

Il programma comprende eventi come Gravel & Wine, Wine Music Series, Rural Song Festival, Wines on Water, i concorsi Città del Vino e Ambasciatori dei Territori del Vino, nonché le fiere annuali Vin&Cultura (Aljustrel), Ovibeja e ViniPax (Beja), Wine Festival (Mértola), MouraWine (Moura), Vitifrades e Vidigueira Vinho (Vidigueira).