Parlando ai giornalisti al termine di una riunione dei ministri della Difesa della NATO a Bruxelles, Nuno Melo ha affermato che «gran parte dell’economia globale» dipende dalla libera navigazione nello Stretto di Ormuz e ha indicato che il Portogallo sta «valutando la possibilità» di rafforzare la propria partecipazione alle operazioni navali in Medio Oriente.

Il ministro ha ricordato che il Portogallo ha già partecipato alle operazioni navali dell’UE «Aspides» nel Mar Rosso e «Atalanta» nell’Oceano Indiano.

«Stiamo valutando la possibilità di un rafforzamento su tre livelli. Primo: il personale presso il quartier generale. Secondo: in termini di sminamento, compresi i veicoli senza equipaggio che saranno forniti, se la decisione verrà presa a tempo debito. E inoltre, con la possibilità di utilizzare le informazioni nazionali raccolte via satellite e sott’acqua a sostegno di questo sforzo», ha dichiarato.

Nuno Melo ha indicato che «tutto ciò è oggetto di valutazione e sarà sottoposto a tempo debito al Consiglio Superiore di Difesa Nazionale affinché possa essere deciso, in conformità con la legge».

Alla domanda se ciò significhi che il Portogallo potrebbe partecipare alle operazioni di sminamento nello Stretto di Ormuz, il ministro della Difesa nazionale ha risposto: «Se le condizioni fossero soddisfatte, il Portogallo potrebbe, con le nostre capacità, partecipare a questo sforzo».

«Con le nostre capacità, senza oltrepassarle», ha aggiunto.

Eventuale partecipazione portoghese

Riguardo alla questione se questa eventuale partecipazione portoghese nello Stretto di Ormuz avverrà nell’ambito dell’iniziativa di Francia e Germania, volta a garantire la libera circolazione in quella rotta marittima, il ministro ha affermato che ciò avverrà nel quadro dello «sforzo collettivo» richiesto agli alleati della NATO.

Per quanto riguarda un possibile rafforzamento delle risorse umane per le operazioni navali dell’UE in Medio Oriente, Nuno Melo ha affermato che i numeri non sono ancora stati definiti.

«Al momento è in corso lo studio, che coinvolge, come previsto, lo Stato Maggiore delle Forze Armate, previa consultazione dei vari rami delle forze armate i quali, con i pareri forniti, giustificheranno poi la proposta che il Governo presenterà al Consiglio Superiore di Difesa Nazionale», ha precisato.

Oltre a questo rafforzamento in Medio Oriente, Nuno Melo ha anche indicato che il Portogallo ha autorizzato l’adesione a un’iniziativa norvegese «per la difesa dell’Atlantico», che comprende «diversi paesi», tra cui il Canada e «i principali paesi europei dell’Atlantico».

«E anche il Portogallo sarà presente, con le proprie capacità, in uno sforzo collettivo», ha affermato.

Infine, per quanto riguarda gli alleati nell’Europa orientale, il ministro della Difesa nazionale ha dichiarato che il Portogallo è attualmente presente in «quattro paesi» e sta inoltre «valutando la possibilità di rafforzare la propria partecipazione, in particolare accogliendo una richiesta del governo rumeno relativa alla crescente minaccia rappresentata dai “droni”».

«E il Portogallo sta valutando la possibilità di rafforzare la propria presenza in Romania con risorse in tutti i settori», ha aggiunto.

Il 18 giugno, all’ingresso alla riunione della NATO, il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha indicato che Washington riesaminerà la propria presenza militare in Europa nei prossimi sei mesi. Nuno Melo ha affermato che gli americani «stanno in gran parte ritirando le proprie risorse, lasciando agli europei l’obbligo di garantire la difesa collettiva».

«E il Portogallo è all’altezza di questa sfida», ha aggiunto.