In un comunicato, il PJ spiega che le donne sono sospettate di aver commesso reati di frode qualificata, falsificazione di documenti e riciclaggio di denaro nel settore immobiliare.
Si ritiene che i reati, commessi nella regione dell'Algarve, abbiano danneggiato più di due dozzine di persone.
L'operazione "Chiavi in mano" è scaturita da un'indagine sull'attività illegale di un'imprenditrice immobiliare che, online, per almeno un anno, ha promosso la vendita di immobili in Algarve, essenzialmente a investitori stranieri, all'insaputa dei proprietari, sorpresi dall'esistenza di atti di vendita provvisori per le loro proprietà.
La donna stipulava contratti con la promessa di acquistare e vendere le proprietà in questione in uffici di avvocati della regione dell'Algarve o attraverso documenti da loro autenticati, senza che i proprietari ne fossero a conoscenza o intervenissero.
Il PJ ha dichiarato che ci sono stati acquirenti che hanno consegnato a questa donna d'affari somme superiori a un milione di euro, corrispondenti al valore del rispettivo deposito, somme di cui l'indagata si è appropriata.
Nel corso dell'operazione sono state effettuate tre perquisizioni domiciliari e quattro perquisizioni in uffici di avvocati, durante le quali sono stati sequestrati "un'ampia raccolta di prove documentali", materiale informatico, denaro e gioielli.
Il PJ ammette l'esistenza di altre vittime, poiché durante l'operazione sono stati localizzati documenti relativi a imprese ancora sconosciute alle indagini, "e sono stati notati anche tentativi di contattare presunti clienti".
Secondo la magistratura, negli ultimi giorni sono state presentate nuove denunce per pagamenti di oltre due milioni e settecentomila euro.
L'operazione "Turnkey" è stata sviluppata dal Dipartimento di Investigazione Criminale di Portimão, con la collaborazione della Direzione Sud.
L'indagine, condotta dalla DIAP regionale di Évora, era iniziata nel 2024.






