"Il Ministero della Salute si era impegnato a risolvere le situazioni ancora aperte relative alla contabilità dei punti entro la fine di febbraio. Non ha rispettato l'impegno", ha dichiarato il SEP in una nota.

Ciò significa che la "discriminazione degli infermieri" rispetto ad altri gruppi professionali viene mantenuta, ha sottolineato il sindacato, aggiungendo che questo "ritardo nella decisione politica" impedisce "un'equa progressione di carriera".

Con lo sciopero previsto per i turni mattutini e pomeridiani, il SEP intende chiedere la risoluzione di tutte le situazioni derivanti dalla contabilizzazione dei punti carriera, compreso il pagamento di importi retroattivi, nonché l'assunzione di un maggior numero di infermieri, avvertendo che i "vincoli imposti dal Governo" avranno conseguenze sulla sicurezza dei pazienti e dei professionisti.

Il sindacato chiede inoltre, tra le altre misure, il conteggio del tempo di servizio con i contratti di lavoro precario e l'apertura di concorsi per l'accesso alle posizioni di infermiere specializzato, caposala e dirigente.

Un altro obiettivo dello sciopero è quello di negoziare un sistema di valutazione delle prestazioni adeguato alle specificità della professione infermieristica, incentrato sulla pratica dell'assistenza e senza quote.

Inoltre, il SEP chiede di negoziare forme di compensazione per i rischi e le difficoltà, che includano la modifica dei criteri per il pensionamento, e che il Governo ritiri la proposta di emendamento alla legge sul lavoro, ritenendo che leda "i diritti e imponga ai lavoratori una disponibilità quasi totale" per le esigenze delle aziende, compreso il settore delle imprese statali.

Il SEP auspica inoltre il rafforzamento del Servizio sanitario nazionale, avvertendo che è "assolutamente obbligatorio" per il Ministero della Salute assumere i professionisti necessari.