E forse ancora più importante è il riconoscimento internazionale. L'ultimo rapporto del Meccanismo europeo di stabilità non fa che confermare ciò che gli operatori del settore sentono da tempo: Il Portogallo è tra i Paesi che hanno rafforzato maggiormente la propria sicurezza energetica negli ultimi decenni.
I numeri sono chiari. Il Paese è passato da un indice di sicurezza energetica di 0,49 a 0,82 tra il 1995 e il 2024, collocandosi nella top 5 europea in termini di miglioramento. Non si tratta solo di un'evoluzione tecnica. È una trasformazione strutturale. E in un contesto globale in cui l'energia è sinonimo di economia, sovranità e stabilità, questo non è un dettaglio. È un vantaggio competitivo.
Ma più che i numeri, è importante capire cosa c'è dietro. Il Portogallo ha intrapreso un percorso coerente di investimenti nelle energie rinnovabili, di diversificazione delle fonti e di riduzione della dipendenza esterna. E questo oggi fa la differenza. In un mondo segnato da conflitti, interruzioni e volatilità, avere un sistema energetico più resiliente non è più un'ambizione ambientale ma un pilastro economico.
E qui entra in gioco una prospettiva che ritengo importante condividere. Negli ultimi anni sono stato direttamente coinvolto nel processo di espansione internazionale di un'azienda nata in Portogallo e molto conosciuta nel settore delle energie rinnovabili. Questa esperienza mi permette di confermare qualcosa che non è sempre visibile all'interno del Paese: Il Portogallo è guardato con molta attenzione all'estero.
Non solo per le risorse naturali. È per il modo in cui il Paese è riuscito a posizionarsi in un settore che ora è al centro della nuova economia. Nei mercati internazionali, nelle conferenze, negli incontri con gli investitori e gli operatori, il Portogallo sta emergendo sempre più come esempio di come un Paese possa accelerare la transizione energetica e, allo stesso tempo, creare le condizioni per attrarre investimenti.
Il rapporto del Meccanismo Europeo di Stabilità lo conferma. Evidenzia che i Paesi con una solida base di energie rinnovabili, come il Portogallo e la Spagna, sono stati in grado di mitigare meglio l'impatto delle recenti interruzioni energetiche, in particolare quelle legate al Medio Oriente e ad altri conflitti geopolitici. Questo dato è rilevante perché dimostra che investire nelle energie rinnovabili non è solo una scelta ambientale. È una strategia di resilienza.
Naturalmente, le sfide rimangono. La dipendenza da materie prime critiche, i rischi associati ai fenomeni climatici e la necessità di continuare a investire nelle reti e nello stoccaggio sono realtà che non possono essere ignorate. Ma questo fa parte di ogni transizione.
Ciò che è cambiato è il posizionamento: Il Portogallo non è più solo un Paese che segue le tendenze, ma inizia ad anticiparle in diversi settori, con un impatto diretto sul modo in cui viene visto dagli investitori, dalle aziende e dai mercati internazionali; l'energia non è più solo elettricità, è infrastruttura, è economia, è influenza, e il Portogallo, in modo discreto ma costante, sta guadagnando spazio su questa scacchiera, forse più di quello che dobbiamo ancora valorizzare internamente.





