E non intendo solo in senso metaforico, ma in modo misurabile e scientifico. A partire proprio da “Jurassic World”. Si può camminare proprio sul terreno dove un tempo calpestavano creature titaniche, dove i mari primordiali un tempo si infrangevano in onde calde e dove la crosta terrestre si riorganizzava costantemente.
Oggi il Portogallo è forse noto per le sue spiagge assolate, le foreste di sughero e le distese infinite di vigneti. Ma sotto i vigneti e le piazze delle città si nasconde qualcosa di molto più antico e sorprendente. Alcune parti di questo Paese si trovano, letteralmente, su un archivio geologico.
Regioni costruite su una storia lunga 150 milioni di anni
La maggior parte delle nazioni racconta storie sui propri re e regine del passato, sulle rivoluzioni e sugli esploratori. Sebbene il Portogallo abbia una ricca storia che risale ai primi imperi marittimi e al Medioevo, tutto ciò è solo un prefizio rispetto all’atto principale: il Giurassico.
Tra i 150 e i 200 milioni di anni fa, il territorio che oggi è il Portogallo era un rigoglioso mondo costiero orlato da ampi delta fluviali e lagune scintillanti. L’Europa e il Nord America stavano iniziando ad allontanarsi l’una dall’altra. Man mano che i continenti si allungavano e si frammentavano, il terreno si abbassò, formando habitat ideali per i grandi rettili che un tempo «domavano la Terra».
Le rocce formatisi in questo periodo – argille, calcari e arenarie – costituiscono oggi la spina dorsale della geologia portoghese. Questi strati conservano le creature che un tempo scivolavano, calpestavano e strisciavano attraverso il mondo iberico, allora tropicale. Stegosauri e Allosauri, tra teropodi carnivori dotati di una serie inquietante di denti affilati come pugnali, un tempo vagavano accanto a sauropodi dal collo lungo, più grandi di un autobus, che vivevano qui. In molti paesi, la paleontologia è una disciplina accademica polverosa praticata dietro una vetrina. In Portogallo, invece, vive nei luoghi più sorprendenti.
Le impronte di dinosauro della Serra de Aire
L’esempio più famoso si trova nella Serra de Aire, vicino a Ourém e Fátima, dove le rocce custodiscono la serie più grande e spettacolare di impronte di dinosauri del Giurassico Medio mai rinvenuta sulla Terra. Non solo le si vedono, ma è possibile seguirle. Le impronte si estendono per 150 metri su queste antiche reliquie simili a calcare, congelate nel tempo. Le enormi impronte circolari sono i passi di giganteschi sauropodi, colossi erbivori il cui peso schiacciante ha compattato l’antico fango trasformandolo in fossili. I loro passi rivelano l’andatura lenta e pesante di questi giganti inarrestabili.
Ciò che stupisce è quanto queste impronte sembrino ancora fresche. Si snodano lungo le curve, cambiano andatura e addirittura si diramano per poi convergere in gruppi: «Si muovono davvero in branchi» – per citare le parole inimitabili del dottor Alan Grant, il paleontologo interpretato dall’attore neozelandese Sam Neil in diversi film della serie Jurassic Park. Basta immaginare la scena. Giganti dal collo lungo che vagano tranquillamente attraverso una laguna marina poco profonda, con i piedi che affondano nei sedimenti morbidi mentre il caldo mare giurassico lambiva le rive vicine.
Mi ci è voluto un attimo, lì in mezzo a quelle impronte, per rendermi conto che stavo camminando insieme a creature vissute 175 milioni di anni prima che esistesse qualsiasi essere umano. Se il Portogallo avesse solo questo sito, sarebbe comunque un tesoro geologico. Ma è solo l’inizio.
Lourinhã: il “Jurassic Park” del Portogallo
Guidando verso ovest in direzione dell’Atlantico, lungo la costa frastagliata intorno a Lourinhã, si trova la più ricca collezione al mondo di fossili del Giurassico superiore al di fuori degli Stati Uniti. Questa zona è affettuosamente e giustamente soprannominata «il Jurassic Park del Portogallo». Qui, le scogliere sono stratificate come una torta preparata da un pasticcere divino con una passione per l’archeologia. Ogni frana e ogni tempesta invernale che erode il bordo della scogliera svela nuovi segreti: ossa, uova e persino interi nidi di dinosauro.
Autore: VagaMundos;
La formazione di Lourinhã ha portato alla luce specie che non si trovano in nessun altro luogo. Il Lourinhasaurus, un erbivoro dal collo lungo, si aggirava nelle antiche valli fluviali. Il Torvosaurus gurneyi, il più grande predatore terrestre conosciuto in Europa, vagava per le pianure costiere. E poi c’è il Miragaia longicollum, una specie di stegosauro dal collo così straordinariamente lungo da costringere gli esperti a riconsiderare tutto ciò che credevano di sapere su questo tipo di dinosauro! Se i dinosauri avessero avuto il senso dell’umorismo, il Miragaia sarebbe stato sicuramente il buffone della classe. Un erbivoro corazzato con le ambizioni di una giraffa.
La stessa Lourinhã abbraccia con orgoglio il proprio passato preistorico. Sculture di dinosauri vi accolgono alle rotatorie. Il museo locale custodisce fossili così sorprendenti che ci si chiede come abbiano fatto a finire sepolti in primo luogo. Ogni pochi anni, nuove scoperte sembrano stravolgere, ma al contempo arricchire, la comprensione scientifica del Portogallo preistorico.
Quando nacque l’Atlantico
Stando lungo la costa occidentale del Portogallo, è facile immaginare che l’Atlantico sia sempre stato così. Vasto, selvaggio e a volte minaccioso. Ma nel quadro generale, l’Atlantico è relativamente giovane. E il Portogallo era lì al momento della sua nascita. Durante il Giurassico, il supercontinente Pangea si stava frammentando. Si formarono faglie, le fessure si allargarono e il magma sgorgò verso l’alto creando nuova crosta oceanica. Il primo Atlantico era poco più di un mare lungo e caldo.
Il margine occidentale del Portogallo è una testimonianza geologica vivente di quell’antica frammentazione continentale. Le creste, le scarpate e gli altipiani che circondano la costa sono tutte cicatrici di quel processo. Quando ci si trova a Cabo Carvoeiro, o si ammira il panorama dalle scogliere della Costa d’Argento, non si sta semplicemente ammirando il paesaggio; si sta osservando il confine fisico dell’Europa dopo che si è staccata dal Nord America. Questo allungamento tettonico ha creato ambienti ideali per la conservazione dei fossili. I fiumi hanno depositato sedimenti, le lagune costiere hanno intrappolato impronte, mentre le condizioni di scarso ossigeno hanno sigillato il materiale organico come in una capsula del tempo. Senza la nascita dell’Atlantico, il Portogallo del Giurassico avrebbe potuto essere geologicamente insignificante. Invece, è diventato uno dei paesaggi scientificamente più preziosi del continente europeo.
Autore: Gowestours;
Un paesaggio che mi ha fatto riflettere
C’è qualcosa che induce all’umiltà nel patrimonio giurassico del Portogallo. In un paese ricco di storia umana, plasmato da Romani, Visigoti, Mori e navigatori, mi sono ritrovato di fronte a storie che precedono la storia stessa.
Oggi, le scogliere di Baleal o di Consolação appaiono aspre e selvagge. Ma nell’era giurassica erano rive fluviali o banchi di sabbia. La Serra de Aire un tempo era una laguna costiera, mentre le colline dell’Algarve si stavano formando nelle profondità di antichi mari. Persino la Valle del Douro, quel paesaggio da cartolina tanto amato dagli appassionati di vino e da chi fa crociere fluviali, custodisce segreti preistorici nelle profondità del substrato roccioso.
Viviamo in un mondo in continua trasformazione. I regimi sorgono, le città si trasformano, le mode vanno e vengono e le cose mutano. Eppure un’impronta di dinosauro nel calcare portoghese è rimasta immutata per 175 milioni di anni.
Dove la preistoria incontra il presente
Ogni paese ha qualcosa di unico da offrire. Il Portogallo regala cibo, musica, panorami sull’oceano e un fascino irresistibile. Ma solo una manciata di luoghi sul pianeta ci permette di camminare fisicamente sulle orme dei dinosauri con tanta chiarezza, su larga scala e in modo così accessibile. Il Portogallo giurassico non è un parco a tema, è un libro di storia a cielo aperto, scritto nella pietra e conservato nel tempo.
Quindi, la prossima volta che passeggiate su una spiaggia portoghese, vagate lungo un sentiero sulla scogliera o fate un’escursione sulle creste calcaree della Serra de Aire, ricordate questo: state camminando sulla superficie di una storia iniziata quando il mondo era ancora giovane.
E i dinosauri? Beh, in realtà non se ne sono mai andati. Le loro impronte sono proprio qui, in attesa che le esaminiamo e immaginiamo con gli occhi della mente i loro creatori preistorici.

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