Gli orsi bruni del Portogallo un tempo erano tra i più grandi d’Europa, ma secondo una nuova ricerca, riportata da Phys.org, migliaia di anni di cambiamenti ambientali e attività umana potrebbero averne ridotto le dimensioni a quasi la metà rispetto a quelle originarie.

Uno studio pubblicato su Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology ha analizzato centinaia di ossa fossili di orso rinvenute in diverse grotte del Portogallo, rivelando che gli antichi orsi bruni iberici erano significativamente più grandi di quelli che vivono oggi nella penisola.

I ricercatori stimano che un orso bruno maschio che vagava per il Portogallo circa 22.000 anni fa pesasse all’incirca 385 chilogrammi, rendendolo uno dei più grandi orsi bruni mai identificati nella regione. A titolo di confronto, i maschi iberici moderni pesano in genere circa 144 chilogrammi, mentre le femmine hanno un peso medio di circa 102 chilogrammi.

Antichi giganti vagavano per il Portogallo

Sebbene un tempo gli orsi delle caverne occupassero gran parte dell’Europa, in Portogallo non è mai stata scoperta alcuna traccia di questa specie, nonostante decenni di scavi archeologici. Sembra che fossero gli orsi bruni a dominare il paesaggio del Paese.

«Nulla in biologia ha senso senza la luce dell’evoluzione», ha affermato l’autore principale dello studio Darío Estraviz-López, paleontologo presso la NOVA School of Science and Technology in Portogallo, citando il biologo evoluzionista Theodosius Dobzhansky. Estraviz-López ritiene che gli orsi delle caverne potrebbero non essersi mai espansi in Portogallo perché dipendevano da sistemi di grotte molto più estesi per il letargo e tornavano ripetutamente negli stessi siti nel corso di migliaia di anni.

Il fattore umano

I ricercatori ritengono che il cambiamento climatico da solo non possa spiegare la drastica riduzione delle dimensioni e suggeriscono che la prolungata pressione antropica abbia molto probabilmente influenzato l’evoluzione della specie, come nel caso dei primi cacciatori che prendevano di mira gli orsi durante il letargo.

Con l’espansione delle popolazioni umane, le foreste furono disboscate per far posto all’agricoltura, riducendo gli habitat disponibili, e la successiva introduzione delle armi da fuoco rese la caccia sempre più efficiente.

Il team di ricerca ipotizza che queste pressioni possano aver gradualmente favorito orsi di taglia più piccola, meno inclini a entrare in conflitto con le persone. Tuttavia, sottolineano che questa rimane un’ipotesi di lavoro che richiede ulteriori prove.

Gli scienziati osservano inoltre che gli orsi iberici antichi e quelli moderni potrebbero non appartenere esattamente alla stessa popolazione, mentre anche le differenze nella dieta potrebbero aver influito sulle dimensioni corporee. Studi futuri che utilizzino il DNA antico e l’analisi chimica delle ossa fossili potrebbero aiutare a rispondere a queste domande.

Proteggere gli orsi rimasti nella penisola iberica

Al di là della loro imponente statura, gli antichi orsi bruni svolgevano un importante ruolo ecologico, che continua ancora oggi: gli orsi contribuiscono a regolare gli ecosistemi nutrendosi di carcasse, influenzando le popolazioni di prede e disperdendo grandi quantità di semi attraverso i propri escrementi, favorendo così la rigenerazione delle foreste.

I ricercatori sostengono che comprendere come gli antichi giganti del Portogallo si siano evoluti negli orsi odierni, di dimensioni molto più ridotte, potrebbe fornire preziose indicazioni per la conservazione della popolazione iberica rimanente, che deve affrontare le pressioni ambientali moderne.