Approvata dall'Assemblea della Repubblica il 19 dicembre 2025 e promulgata dal Presidente della Repubblica, Marcelo Rebelo de Sousa, il 27 dello stesso mese, la Legge n. 4/2026 è stata pubblicata oggi sulla Gazzetta Ufficiale ed entrerà in vigore entro 30 giorni.
Durante il dibattito parlamentare sulla proposta di legge del governo che inasprisce le pene per i macchinisti e stabilisce limiti per alcol e droghe, l'opposizione ha accusato l'esecutivo di legiferare "sull'ovvio" e di ignorare i problemi strutturali delle ferrovie.
Durante il dibattito, il Segretario di Stato per la Mobilità, Cristina Pinto Dias, ha sottolineato che la legislazione mira a "certificare, unificare e integrare" la normativa sulla sicurezza ferroviaria.
Tra le misure previste dalla legge vi sono l'istituzione di un limite massimo di alcolemia di 0,2 grammi per litro, "in linea con le altre reti ferroviarie europee", la graduazione delle multe in base alla gravità dell'infrazione e l'aggiornamento delle tasse dovute all'Istituto di mobilità e trasporti (IMT).
"Le infrazioni molto gravi saranno punite con multe da 100.000 a 500.000 euro, rafforzando il potere di vigilanza e sanzionatorio dell'Autorità nazionale per la sicurezza ferroviaria", ha sottolineato Cristina Pinto Dias, aggiungendo che con questi cambiamenti "il Portogallo non ha più il livello più leggero e basso di infrazioni amministrative in Europa".
I reati gravi sono puniti con multe da 50.000 a 250.000 euro e i reati minori con multe da 1.000 a 5.000 euro, mentre "anche il tentativo e la negligenza sono punibili, con i limiti massimi e minimi della multa ridotti della metà".
Nel corso del dibattito in Assemblea della Repubblica, il Segretario di Stato per la Mobilità ha anche sottolineato che la proposta non altera i tempi di guida, di riposo e di pausa già previsti dalla normativa nazionale e comunitaria.
Il divieto per i macchinisti di guidare sotto l'effetto dell'alcol era già stato approvato in Parlamento, in via generale, il 31 gennaio 2025, con PSD e CDS che accusavano il precedente esecutivo di non fare nulla per la sicurezza ferroviaria.





