In collaborazione con Johnson & Johnson Innovative Medicine e MOAI Consulting, il progetto "TRD Patient Voice" ha rilevato che un terzo delle persone affette da depressione in Portogallo ha aspettato più di un anno per cercare aiuto professionale dopo l'insorgenza dei sintomi, mentre più della metà dei pazienti intervistati ha ricevuto la diagnosi più di 10 anni fa.
I risultati mostrano che il percorso verso la diagnosi è spesso lento, non lineare e caratterizzato da difficoltà di accesso alle cure, con un impatto significativo sulla progressione della malattia e sulla qualità della vita delle persone colpite.
Solo il 34% degli intervistati ha riferito che è stato facile individuare a chi rivolgersi all'inizio del processo, il che suggerisce che il sistema sanitario non offre ancora percorsi sufficientemente chiari o una guida efficace per chi cerca aiuto nelle prime fasi della malattia.
I dati raccolti indicano che il 36% dei partecipanti ha fatto passare più di un anno tra la comparsa dei sintomi e la decisione di cercare un supporto professionale. Secondo TRD Patient Voice, questo ritardo può essere associato a fattori quali le barriere all'accesso all'assistenza sanitaria, lo stigma sociale o la difficoltà a riconoscere i sintomi depressivi come condizione di salute, contribuendo a un peggioramento del quadro clinico e a una risposta terapeutica meno efficace.
Tra gli intervistati, più della metà (56%) ha ricevuto la diagnosi di depressione più di dieci anni fa, mentre il 27% l'ha ricevuta meno di cinque anni fa. Inoltre, il 60% dei partecipanti ha rivelato di aver cambiato due o più volte il proprio farmaco antidepressivo. Questi dati sottolineano la natura spesso prolungata e ricorrente della depressione, che in molti pazienti segue un decorso cronico con periodi alternati di remissione e ricaduta.
I risultati evidenziano anche i bassi livelli di alfabetizzazione in materia di salute mentale: il 42% dei partecipanti ha riferito, al momento della diagnosi, di avere una conoscenza bassa o molto bassa della depressione, mentre solo il 22% ha dichiarato di avere un livello alto o molto alto di conoscenza della patologia. Questa mancanza di conoscenze può contribuire a ritardare la ricerca di aiuto e a generare sentimenti di confusione e stigmatizzazione.
Gli operatori sanitari sono la principale fonte di informazioni sulla depressione per l'83% degli intervistati. Nel frattempo, si registra un uso crescente delle piattaforme digitali: il 40% dei partecipanti ha dichiarato di utilizzare i motori di ricerca e i siti web sulla salute, mentre il 10% e il 6% utilizzano strumenti di intelligenza artificiale e i social media per cercare informazioni.
La stragrande maggioranza dei partecipanti ha descritto un impatto da moderato a elevato della depressione sulla propria vita quotidiana, con il 72% che ha dichiarato che la condizione ha influito negativamente sulla propria vita professionale o accademica, e circa il 60% ha rivelato che ha influenzato la propria situazione finanziaria.
Anche la dimensione relazionale emerge come una delle aree più colpite dalla depressione, rivelando il duplice peso dell'isolamento sociale e dello stigma interpersonale.
Sul posto di lavoro, il 29% dei partecipanti dichiara di aver nascosto la propria diagnosi per paura di ripercussioni. Nel contesto familiare, circa il 40% ritiene che le relazioni con parenti e amici siano influenzate dal disturbo, il che illustra il peso dello stigma e la paura della discriminazione.
I dati relativi all'ideazione suicida evidenziano la gravità della depressione in questa popolazione: Il 36% dei partecipanti ha riferito pensieri di morte o di autolesionismo nei 14 giorni precedenti l'indagine e il 29% ha ammesso di aver tentato di farsi del male in qualche momento della propria vita. Questi indicatori indicano una popolazione che vive un disagio psicologico persistente e grave che, secondo la letteratura, aumenta il rischio di suicidio fino a 20 volte, rafforzando l'importanza di un follow-up clinico continuo, del monitoraggio del rischio e dell'attuazione di piani di sicurezza adeguati.
"TDR Patient Voice" è un'iniziativa promossa da Familiarmente in collaborazione con Johnson & Johnson Innovative Medicine e MOAI Consulting, volta a dare voce alle persone che vivono con la depressione in Portogallo. Più che i numeri o gli indicatori clinici, questo progetto ha cercato di comprendere l'esperienza reale delle persone che vivono con questa patologia, così come si svolge nella vita di tutti i giorni, evidenziando il profondo impatto che la depressione ha sulla sfera personale, familiare, professionale e sociale.
All'iniziativa hanno partecipato 298 persone affette da depressione.
TRD (Depressione Resistente al Trattamento) è un termine utilizzato per descrivere i casi in cui la depressione non risponde adeguatamente ad almeno due approcci terapeutici antidepressivi, rendendo il processo terapeutico più complesso. Sebbene questo studio non fosse limitato ai pazienti con TRD, il progetto ha adottato questo nome per riflettere la sua attenzione alla comprensione delle esperienze delle persone che vivono con una depressione persistente o difficile da trattare.






