Il Consiglio dei Ministri ha approvato una risoluzione che autorizza il Segretariato Generale del Ministero dell'Interno ad assumere impegni pluriennali e a sostenere le spese per l'acquisto di ulteriori 1.500 dispositivi di immobilizzazione elettrica, noti come "taser", per la Guardia Nazionale Repubblicana e la Polizia di Pubblica Sicurezza, per un importo di 4,3 milioni di euro, più IVA, per l'anno 2026.
In una nota del Ministero dell'Interno (MAI) si legge che l'acquisto dei "taser" mira a "rafforzare la capacità preventiva e operativa" della PSP e della GNR.
Secondo il MAI, il modo in cui queste armi elettriche non letali saranno distribuite "è una questione di ambito strettamente operativo e, come tale, spetta alle forze di sicurezza definire questa strategia, senza alcuna responsabilità da parte del Ministero dell'Interno in questo processo". Il Ministero dell'Interno (MAI) riferisce inoltre che le forze di sicurezza hanno ricevuto 393 "taser" nel 2017 e nel 2019 in base alla Legge sulla programmazione delle infrastrutture e delle attrezzature per le forze e i servizi di sicurezza (LPIEFSS), "senza che siano state effettuate acquisizioni da quella data".
Secondo il ministero guidato da Luís Neves, l'uso dei dispositivi di immobilizzazione elettrica da parte delle forze di sicurezza si basa essenzialmente sul concetto di proporzionalità e sull'uso progressivo della forza, fornendo agli agenti della PSP e della GNR "un'alternativa tecnicamente efficace tra la dissuasione verbale e l'uso estremo della forza letale, salvaguardando soprattutto il diritto fondamentale all'integrità fisica e alla vita."
"I dispositivi di immobilizzazione elettrica consentono un maggiore controllo e inibizione del comportamento aggressivo, rappresentando un minor rischio di letalità", indica ancora l'AMI.






