Dalla letteratura alla musica, dal cinema alle arti visive, nomi come Lídia Jorge, Teolinda Gersão o José Luís Peixoto, Graça Morais, Sérgio Godinho o Maria de Medeiros, tra cui quattro vincitori del Premio Camões — Hélia Correia, João Barrento, Silviano Santiago e Ana Paula Tavares — firmano il «Manifesto in difesa della rete EPE: la prima linea della diplomazia portoghese».
Rifiutare la precarietà
Per i firmatari, è «urgente e necessario respingere la precarietà» della rete EPE, nonché «garantire stabilità, riconoscimento e solidità alle carriere degli operatori di questa rete», il che conferisce dignità ai professionisti che svolgono il proprio lavoro «spesso in condizioni di vulnerabilità insostenibile».
Affermando che la rete EPE rappresenta «lo spazio più solido per il dialogo, la circolazione, il transito e la diffusione della letteratura, dell’arte e della cultura portoghese in tutto il mondo», i firmatari del Manifesto sottolineano il ruolo «decisivo» dei Lettori e degli Insegnanti che lavorano ogni giorno per promuovere gli autori di lingua portoghese in varie parti del mondo.
«La rete EPE non solo crea e garantisce visibilità alla letteratura e alla cultura prodotte in lingua portoghese su scala globale: questa rete crea ponti, ogni giorno, tra scrittori, comunità, paesi e i pubblici più diversi», si legge nel testo del Manifesto.
«Ogni giorno, in qualche parte del pianeta, c’è un Lettore della rete EPE che organizza una conferenza, un seminario, un colloquio, un dibattito, con artisti e autori di lingua portoghese. Grazie a loro, ogni giorno il portoghese viene parlato da qualche parte del pianeta», aggiungono, sottolineando quello che considerano un lavoro «meticoloso» e «costante» che, nel corso degli anni, ha costruito «uno dei pilastri più solidi dell’internazionalizzazione» della cultura di lingua portoghese.
«Sebbene il numero delle cattedre sia ogni anno più esiguo e la situazione professionale di chi vi lavora sia più precaria, sono proprio loro che, ogni giorno, svolgono il compito instancabile e meticoloso di coordinare viaggi, residenze artistiche, traduzioni e festival», sottolineano.
Elogio ai lettori e ai professori
E continuano elogiando i lettori e i professori che agiscono come artigiani che «tessono quotidianamente questa rete potente e al tempo stesso fragile di contatti, connessioni, collaborazioni e ponti che rendono le culture di lingua portoghese tra le più studiate al mondo».
C’è poi il contributo della rete EPE alle comunità portoghesi della diaspora, che considerano un anello fondamentale per «riconnettersi con le proprie radici».
«È la rete EPE a garantire che figlie, nipoti e discendenti dei portoghesi sparsi in tutto il mondo possano scoprire i nostri romanzi, la nostra poesia, la nostra musica, il nostro cinema e le altre arti in lingua portoghese; anche attraverso questo mezzo, la nostra lingua si inscrive continuamente in contesti molteplici, diversi e innovativi di produzione, riflessione e fruizione in tutto il mondo».
Per tutte queste ragioni, considerano gli spazi della rete EPE «il bene più prezioso della diplomazia culturale portoghese nel mondo» e chiedono al governo di riconoscere questa realtà con «investimenti significativi», «riconoscimento» e «stabilità lavorativa».
«In un momento storico caratterizzato da incognite, crisi umanitarie e incertezze sul futuro, l’importanza di riconoscere il lavoro umanistico, la promozione del dialogo, della lettura e delle arti che la rete EPE svolge quotidianamente è più urgente che mai», sostengono.
«Affinché possano continuare a sviluppare questo lavoro, è essenziale che il loro merito venga riconosciuto, ma anche che le attuali strutture giuridiche valorizzino tutti questi professionisti, garantendo loro l’indispensabile stabilità, carriere solide e legami lavorativi saldi», aggiungono.
Concludono con un appello al Governo affinché «riconsideri» la proposta di legge sul regime giuridico dell’istruzione portoghese all’estero, respingendo la precarietà e la mancanza di un «impegno serio» a investire nella rete EPE e nei suoi professionisti.
«Farlo è il segno di rispetto più indispensabile per la lingua che ci unisce», concludono.
Il «Manifesto in difesa della rete EPE: la prima linea della diplomazia portoghese» è stato firmato finora da 441 personalità del mondo delle arti e delle università di tutto il mondo, legate alla cultura e alla lingua portoghese.
Il 28 maggio, i sindacati che rappresentano gli insegnanti e il Governo hanno avviato le trattative per la revisione del RJEPE, il cui portafoglio è di competenza del Ministero degli Affari Esteri.
A seguito di questo incontro iniziale, le proposte del Governo sono state contestate dai docenti e dai loro sindacati. Oggi si è tenuto un altro incontro e un ulteriore è previsto per il 13 luglio.









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