Nelle risposte scritte inviate a Lusa, l'associazione aeroportuale europea, ACI Europe, afferma che i tempi di attesa ai controlli di frontiera raggiungono attualmente le 3,5 ore nelle ore di punta, in peggioramento rispetto alle due ore registrate nel precedente sondaggio condotto con i suoi membri il 9 aprile.

Uno scenario preoccupante

In una consultazione condotta con 45 aeroporti in 20 Stati membri dell'Unione europea, ACI Europe ha concluso che la situazione è "preoccupante", con diversi aeroporti che in precedenza non segnalavano attese eccessive superiori a un'ora.

"A giudicare da tutti i segnali, sarà un'estate particolarmente difficile", ha indicato l'associazione quando è stata interrogata sulle prospettive per i prossimi mesi in termini di tempi di attesa ai controlli di frontiera e flussi di passeggeri.

Problemi con le partenze e gli arrivi

Secondo ACI Europe, i tempi di attesa sono peggiorati non solo per i passeggeri in arrivo ma anche per quelli in partenza, "nonostante l'ampio utilizzo da parte degli Stati membri della sospensione parziale del Sistema di ingresso/uscita dell'Unione Europea", noto come EES, entrato in vigore nell'ottobre 2025.

L'associazione afferma di non disporre di una ripartizione dettagliata per categorie di traffico, ovvero tra passeggeri Schengen e non Schengen o tra controlli di ingresso e di uscita, ma sostiene che gli Stati membri dovrebbero riferire i tempi di attesa ai posti di controllo di frontiera in piena collaborazione con gli operatori del trasporto.

Carenza di personale

Tra i principali fattori individuati per la congestione negli aeroporti europei vi sono "la mancanza di personale ai controlli di frontiera, l'instabilità del sistema informatico centrale e delle interfacce nazionali del sistema EES", comprese le interruzioni e i guasti ricorrenti.

ACI Europe sottolinea anche i limiti tecnici e operativi dei chioschi self-service, nonché la "persistente incapacità di utilizzare efficacemente i varchi automatici di controllo delle frontiere" e la limitata diffusione dell'applicazione mobile dell'EES.

Problemi con l'EES

L'avvertimento giunge in un momento in cui si registrano lunghe code negli aeroporti di Lisbona, Porto e Faro, legate ai controlli di frontiera e all'implementazione del nuovo sistema europeo, che ha sostituito i tradizionali timbri sui passaporti con registrazioni digitali.

Il primo ministro Luís Montenegro, il 27 maggio, ha nuovamente ammesso di voler sospendere, almeno nelle "ore critiche", il nuovo sistema di controllo delle frontiere negli aeroporti, per garantire che l'economia portoghese "non venga penalizzata".

Il vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, ha dichiarato lo stesso giorno che Bruxelles è disponibile a sostenere il Portogallo nell'attuazione della SEO, riconoscendo le difficoltà di alcuni Stati membri.

Interrogata specificamente sulla situazione in Portogallo, ha ammesso che la nuova legislazione è entrata in vigore "molto recentemente" e che, "in alcuni Stati membri", ci sono difficoltà nella sua attuazione.

Esattamente una settimana fa, la Commissione europea aveva negato a Lusa che le code negli aeroporti portoghesi fossero dovute alla nuova SEO, sottolineando che il trattamento delle registrazioni richiede in media poco più di un minuto.